Identificazione degli ospiti e Alloggiati Web: cosa prevede oggi la normativa
Tra gli adempimenti di chi affitta per brevi periodi, la comunicazione degli ospiti alla Questura è uno dei più importanti e, negli ultimi due anni, anche uno dei più discussi. Tra circolari, sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, molti host non hanno più chiaro cosa sia consentito, soprattutto per chi utilizza il check-in autonomo. Facciamo il punto.
L’obbligo di base: art. 109 TULPS
L’obbligo nasce dall’articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS). Chi gestisce strutture ricettive deve accogliere solo persone munite di un documento d’identità valido e comunicarne i dati alla Questura. Come chiarito anche dalle Questure sul sito della Polizia di Stato, l’obbligo vale anche per chi concede immobili in locazione breve (contratti fino a 30 giorni), non solo per alberghi e B&B.
La comunicazione si effettua esclusivamente in via telematica tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato, per il quale occorre richiedere le credenziali alla Questura competente per territorio.
I tempi della comunicazione
Secondo le indicazioni delle Questure:
- i dati vanno trasmessi entro 24 ore dall’arrivo dell’ospite;
- per soggiorni non superiori a 24 ore, la comunicazione va fatta entro 6 ore dall’arrivo.
Vanno comunicati tutti gli ospiti, compresi i minori (che possono essere inseriti come componenti di un gruppo o famiglia). Conviene conservare le ricevute generate dal portale: sono la prova dell’avvenuto invio in caso di controlli.
La questione del riconoscimento “de visu”
Il punto più controverso riguarda il riconoscimento dell’ospite. Con la circolare prot. n. 38138 del 18 novembre 2024, il Ministero dell’Interno ha ribadito che il gestore deve verificare di persona la corrispondenza tra il documento e chi entra effettivamente nell’alloggio, ritenendo non sufficiente l’invio di una foto del documento tramite app o messaggio.
La vicenda giudiziaria è stata movimentata:
- nel maggio 2025 il TAR Lazio (sentenza n. 10210/2025) aveva annullato la circolare;
- il Consiglio di Stato, con sentenza della Sez. III pubblicata il 21 novembre 2025 (n. 9101/2025), ha riformato la decisione del TAR, confermando la legittimità della circolare e l’obbligo di identificazione.
Il self check-in è vietato?
Non esattamente. Secondo le analisi della sentenza pubblicate da associazioni di categoria come ANBBA, quello che non è ammesso è l’accesso senza alcuna verifica dell’identità, cioè la semplice consegna di un codice dopo che l’ospite ha caricato un documento online. La verifica a distanza resta possibile se avviene in tempo reale, ad esempio tramite:
- videochiamata al momento dell’arrivo, confrontando volto e documento;
- videocitofoni o sistemi collegati alla serratura che consentono un contatto live;
- presenza di un collaboratore sul posto per l’accoglienza.
In pratica, chi usa serrature smart o cassette per le chiavi deve integrare la procedura con un momento di riconoscimento effettivo, prima o contestualmente all’ingresso.
Cosa fare in concreto
Se oggi gestisci un affitto breve con check-in autonomo, ecco alcuni passaggi da valutare:
- Rivedi la procedura di arrivo: prevedi una videochiamata o un sistema che permetta di vedere l’ospite in tempo reale.
- Informa l’ospite in anticipo: spiega nel messaggio di benvenuto che il riconoscimento è un obbligo di legge, così da evitare incomprensioni.
- Identifica tutti gli ospiti, non solo chi ha prenotato.
- Invia i dati su Alloggiati Web nei tempi previsti e archivia le ricevute.
Chi non rispetta gli obblighi dell’art. 109 TULPS rischia sanzioni anche di natura penale, oltre a problemi con il Comune e con le piattaforme: non è un aspetto da sottovalutare.
Le indicazioni di questo articolo sono generali e basate sulle fonti disponibili alla data di pubblicazione. In materia di pubblica sicurezza possono intervenire nuove circolari o interpretazioni: per la tua situazione specifica verifica sempre con la Questura competente o con un professionista.
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Fonti
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