Contributo di soggiorno a Roma per gli affitti brevi: quanto si paga e come funziona
A Roma, chi affitta un appartamento per brevi periodi deve riscuotere dagli ospiti il contributo di soggiorno, versarlo a Roma Capitale ogni trimestre e inviare le relative comunicazioni tramite il portale GECOS. Per le locazioni brevi e gli alloggi a uso turistico la tariffa è di 6 euro a persona per notte, dovuta per le prime 10 notti consecutive di soggiorno. Entro il 30 giugno di ogni anno va poi presentata la dichiarazione annuale relativa all’anno precedente.
Ho già scritto una guida generale sulla tassa di soggiorno negli affitti brevi: qui entro nel dettaglio di come funziona a Roma, dove le regole sono più strutturate che altrove.
Quanto costa il contributo di soggiorno a Roma?
Le tariffe in vigore sono quelle approvate con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 255 del 17 luglio 2023, applicate ai pernottamenti effettuati dal 1° ottobre 2023, come indicato nel comunicato di Roma Capitale. L’importo cambia in base alla tipologia e alla classificazione della struttura: si va dai 3 euro circa di ostelli e campeggi fino ai 10 euro degli alberghi a 5 stelle.
Per chi fa affitti brevi, le voci che interessano di più sono:
- alloggi a uso turistico e immobili in locazione breve: 6 euro a persona per notte;
- B&B: 6 euro;
- case e appartamenti per vacanze e affittacamere / guest house: importi che cambiano in base alla categoria della struttura (per esempio 5 euro per le case vacanze di seconda categoria).
Conviene sempre controllare la tabella ufficiale allegata alla delibera sul sito di Roma Capitale, perché le tariffe possono essere aggiornate e la categoria della propria struttura va letta con attenzione.
Chi deve pagarlo e chi è esente?
Il contributo è dovuto da chi non è residente a Roma e pernotta in una struttura ricettiva o in un immobile in locazione breve nel territorio comunale. Si paga per ogni persona e ogni notte, fino a un massimo di 10 notti consecutive nella stessa struttura: da l’undicesima notte in poi, per quel soggiorno, non è più dovuto.
Il regolamento prevede diverse esenzioni. Tra le principali, secondo quanto riportato dalle guide di settore basate sul regolamento capitolino: i bambini fino a 10 anni, i residenti a Roma, i pazienti in cura presso strutture sanitarie romane e i loro accompagnatori, alcune categorie di personale in servizio. Ogni esenzione va documentata (per esempio con una dichiarazione dell’ospite o un documento) e la documentazione va conservata, perché in caso di controllo è il gestore a doverla esibire.
Chi incassa e chi versa: il ruolo del gestore
Il contributo lo paga l’ospite, ma il gestore dell’immobile è il responsabile degli obblighi tributari verso il Comune. In pratica deve:
- informare l’ospite dell’importo, idealmente già nell’annuncio o nella conferma di prenotazione;
- incassare il contributo e rilasciare quietanza;
- inviare la comunicazione trimestrale su GECOS entro il 16 del mese successivo alla fine di ogni trimestre;
- versare quanto incassato entro lo stesso termine;
- presentare la dichiarazione annuale (il cosiddetto modello 21) entro il 30 giugno dell’anno successivo, esclusivamente per via telematica.
Le scadenze trimestrali cadono quindi, in linea di massima, il 16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 ottobre. Roma Capitale pubblica comunque un calendario delle scadenze: se il 16 cade in un giorno festivo, conviene verificare lì.
E se la prenotazione arriva da Airbnb?
Il regolamento prevede che anche i soggetti che incassano il canone o intervengono nel pagamento, come i portali, possano assumere il ruolo di responsabili del contributo. A Roma Airbnb riscuote e versa il contributo per le prenotazioni fatte sulla sua piattaforma: è una semplificazione concreta, ma non elimina gli obblighi dell’host.
Nella comunicazione trimestrale su GECOS, infatti, le notti intermediate da Airbnb vanno comunque indicate, selezionando la voce dedicata, come spiegano le istruzioni di Roma Capitale. Per gli altri canali (Booking, prenotazioni dirette, altri portali) va verificato caso per caso chi incassa l’imposta: se non lo fa il portale, riscossione e versamento restano a carico del gestore.
L’errore tipico è proprio questo: pensare che “tanto paga Airbnb” e saltare le comunicazioni, oppure mescolare notti già versate dal portale con notti da versare in proprio.
Cosa succede se si sbaglia o si paga in ritardo?
Il regolamento capitolino prevede sanzioni sia per l’omesso o tardivo versamento sia per l’omessa comunicazione o dichiarazione, oltre agli interessi. L’entità dipende dal tipo di violazione e dall’importo dovuto: per questo è importante non accumulare trimestri arretrati. Se ti accorgi di un errore, muoviti prima che arrivi un accertamento: regolarizzare spontaneamente è quasi sempre più conveniente.
C’è anche un aspetto meno evidente: i dati del contributo di soggiorno possono essere incrociati con le comunicazioni alla Questura tramite Alloggiati Web e con i dati dei portali. Numeri che non tornano (notti dichiarate diverse dagli ospiti registrati) sono un classico campanello d’allarme.
Come organizzarsi in pratica
Il metodo che funziona meglio è semplice:
- tieni un registro per ogni immobile, aggiornato a ogni check-out, con notti, numero di ospiti, esenzioni e canale di prenotazione;
- separa sempre le notti già versate dal portale da quelle da versare in proprio;
- segna in calendario le quattro scadenze trimestrali e quella del 30 giugno;
- conserva per anni ricevute, documenti delle esenzioni e ricevute dei versamenti.
Le tariffe e le regole indicate sono quelle pubblicate da Roma Capitale alla data dell’articolo e vengono aggiornate periodicamente, così come gli accordi con le piattaforme di prenotazione. Le informazioni hanno carattere generale: verifica sempre il regolamento e le tariffe vigenti sul sito di Roma Capitale e la tua situazione specifica, eventualmente con un professionista.
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Fonti
Le informazioni contenute nell'articolo hanno carattere generale e possono variare in base alla normativa nazionale, regionale e comunale applicabile.
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Per approfondire
- Affitti brevi a Roma: pratiche, adempimenti e gestione
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- Identificazione degli ospiti e Alloggiati Web: cosa prevede oggi la normativa
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